


Materiality. Material Force. Material temptation; sometimes obsession
The Devil is often a great card for business success; hard work and ambition.
Perhaps the most misunderstood of all the major arcana, the Devil is not really "Satan" at all, but Pan the half-goat nature god and/or Dionysius. These are gods of pleasure and abandon, of wild behavior and unbridled desires. This is a card about ambitions; it is also synonymous with temptation and addiction. On the flip side, however, the card can be a warning to someone who is too restrained, someone who never allows themselves to get passionate or messy or wild - or ambitious. This, too, is a form of enslavement. As a person, the Devil can stand for a man of money or erotic power, aggressive, controlling, or just persuasive. This is not to say a bad man, but certainly a powerful man who is hard to resist. The important thing is to remember that any chain is freely worn. In most cases, you are enslaved only because you allow it.
What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.
Fa schifo, ok ? Questa situazione fa schifo. Quando tutto torna ad essere nero, ti rifuggi nell'oscurita' naturale, nel sonno. Dormire 18 ore al giorno aiuta, stare svegli solo quel tanto che basta per espletare gli impegni giornalieri, il lavoro, il corso di Giapponese ( e neanche sempre ), mangiare quando capita. E se ti svegli nel cuore della notte ti riempi di Xanax o di un rilassante - non naturale - e ti catapulti di nuovo nel limbo. Sognare, sognare e' come morire, e' come dormire. Non lo dico io. lo dicono loro, i poeti, forse era Amleto ? non ricordo, non me ne frega niente se proprio devo essere sincera. Non si riduce tutto ad un problema di solitudine, indotta o naturale che sia. Certo a volte manca, manca la sensazione di avere qualcuno che ti vuole bene veramente, perche' io di amore ne do fin troppo. Ma non basta mai. E allora ?
L'amore sfinisce. Questo dice. Ed e' vero, perche' alla fine e' tutta una questione di amore. Per la vita, per le persone, per cio' che ci piace, per cio' che non ci piace. Per quello che ci fa ridere o piangere. E allora ? Ciao. Quando decidono di tagliare i ponti, semplicemente se ne vanno. Clickano
E' patetico.
Smettete di fare finta, smettete di recitare, smettete d'illudermi. Vorrei poter dire che : da oggi vi odio, tutti. Ma non posso, io non ne sono capace. E comunque l'odio non risolve, perche' alla fine e' tutto un problema di amore.
Ieri notte pensavo, prima di prendere sonno. Mi sento il contorno della mia vita, se la vita fosse una pietanza. Ma non un contorno come le patate, quelle bene o male piacciono a tutti. Sono un contorno guarnizione, tipo il prezzemolo. Nessuno lo mangia, e' di guarnizione ! Non si mangia, si scansa e si mette da una parte. Anzi, da anche fastidio. Cazzo ce lo mettono a fare, se non si mangia ? L'occhio vorra' anche la sua parte ma a me cosa torna ? Quei pochi a cui piace il sapore del prezzemolo di certo non lo vanno a mangiare a foglie e con tutto il gambo. Se ti capita di mangiarlo per sbaglio lo sputacchi schifato e maledici lo stecco che ti si e' impigliato nel palato o fra i denti o dove cazzo ti pare. Allora lo metti mezzo masticato e sbavato sul bordo del piatto - o tutto intero - e aspetti che il cameriere lo porti via. Nelle cucine viene gettato. Altrimenti, per dimenticanza o per disinteresse, viene lavato via. Quindi va ad intasare o lo scarico della lavastoviglie o del lavandino. Puo' impigliarsi li' e finire di marcire oppure essere trasportato nelle fogne. Che figo. Dove cazzo va a finire ? Eh ? Tutto l'amore dove cazzo va ? Merda, fa tutto schifo.



« Quando arrivo’ la lettera della mamma con la notizia della sua malattia, mi trovavo al campo di mio padre, che chiese subito l’autorizzazione per tornare a casa a vederla. Young fu molto comprensivo, ma le autorità del campo negarono il permesso. Mio padre scoppio’ a piangere davanti a tutti gli altri internati, che rimasero stupefatti: lo conoscevano come “l’uomo di ferro”. Il giorno dopo, di buon ora, mio padre ando’ all’ufficio postale e attese per ore che aprisse. Poi mando’ a mia madre un telegramma di tre pagine, che cominciava con queste parole : “Ti prego di accettare le mie scuse, che arrivano con una vita di ritardo. E’ a causa del senso di colpa che provo verso di te che accolgo con gioia ogni punizione. Non sono mai stato un buon marito. Ti prego, guarisci e concedimi un’altra possibilità”. »
(( citazione da Cigni Selvatici ))
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Paradossalmente al sottotitolo in prima di copertina “Tre figlie della Cina”, dopo ben 575 pagine di narrazione, e’ proprio la frase del Padre dell’autrice ( e non di una delle protagoniste femminili ) a rompere improvvisamente gli schemi imposti dal “regime” – e quindi, di conseguenza, dal libro – imprimendosi violentemente nella mente. Un’affermazione che sopraggiunge come un masso, a distruggere le dighe e gli argini dietro ai quali avevo rinchiuso il senso di frustrazione, di ansia, di paura e di autocensura, cresciuti ed accumulatisi, in me, durante la lettura ( in linea con i sentimenti della protagonista), seguendo un percorso di rivoluzione popolare e culturale che si estende dal 1909 al 1979 circa. Fino a quel momento, Jung Chang, aveva piu’ volte sottolineato che tutte le dimostrazioni di affetto esternate verso la propria famiglia, venivano considerate come “Atteggiamenti Borghesi” anteposti alle “esigenze” del Partito Comunista, e quindi condannate dallo stesso
Quindi, le scuse di carne ed ossa di un uomo di ferro, dai saldi principi morali e dalla spiccatissima fedelta’ verso i propri ideali comunisti, piegato dalla delusione, dal tradimento, dalle umiliazioni subite, sono arrivate a toccare, per direttissima, la mia sensibilita’ di lettore, tenuta in equilibrio precario. Una boccata di aria mestamente fresca, dopo un’apnea di quasi 600 pagine.
Sebbene la connotazione del romanzo si di tipo Storico, il testo risulta essere interessante, scorrevole e ben descritto, mai noioso, narrando vicende che vanno dall’occupazione, da parte dei Giapponesi, della Cina, alla costituzione del dispotico Kuomintang – che si proponeva di sradicare i comunisti e l’ideologia comunista cinese dal proprio paese – alla caduta dello stesso ed alla salita al potere della Sinistra, dalle riunioni delle Guardie Rosse, in piazza Tiananmen ( Pechino ), alla Rivoluzione Culturale fino ad arrivare alla morte di Mao Zedong.